PAESTUM WINE FEST

Il vino come identità: il racconto di Putea tra tradizione, ricerca e passione

lucia i.migliaccio

La Campania è una terra dalla straordinaria ricchezza enologica, capace di offrire vini che esprimono al meglio la diversità del suo territorio, dalle coste alle zone montuose. Putea, a  Cava de’ Tirreni (Salerno), ha saputo valorizzare questa tradizione con una selezione attenta e appassionata, creando un’esperienza che va oltre il semplice abbinamento cibo-vino. A guidarci in questo viaggio è Gianparide Scarlino, titolare di Putea, che con la sua visione ha dato vita a una carta dei vini riconosciuta e apprezzata, frutto di ricerca, incontri speciali e amore per il territorio. In questa intervista ci racconta il suo approccio alla selezione dei vini, le storie dietro alcune etichette e la sua visione sul futuro del mondo enologico.

La Campania è una terra ricca di tradizioni vinicole. Quanto spazio dedicate ai vini locali e quali sono le etichette campane che più vi rappresentano? 

“Sì, la Campania ha un’importante tradizione vinicola, grazie anche alle diversità dei microclimi di un territorio che va dal mare alla montagna. La prima parte della nostra proposta si basa su vini campani della storica D.0.C.G.Taurasi, sino ad arrivare ai colli di Salerno con Montevetrano, non tralasciando etichette locali e le nuove realtà territoriali”. 

Come costruite l’esperienza enologica per i vostri clienti? Offrite percorsi di degustazione o consigli personalizzati sugli abbinamenti? 

“I nostri clienti sono come ospiti nella nostra casa, cerchiamo di essere attenti sia al menù che alla proposta enologica. Ascoltiamo le esigenze, per comprendere i gusti ed indirizzare al vino che più si addice alla loro scelta gastronomica, facendo scoprire alternative valide e diverse. Abbiamo varie proposte di Wine Paring nazionali ed internazionali”.

Ci raccontate un aneddoto particolare legato alla scoperta o all’inserimento di un vino speciale nella vostra carta? 

Ho incontrato per la per la prima volta ad un incontro enoico in profumeria, un produttore di vino Imala. Oggi mio grandissimo amico che divide il suo lavoro tra profumiere e produttore di vino“. 

Negli ultimi anni il mondo del vino è cambiato molto, con una maggiore attenzione ai vini naturali e sostenibili. Come si posiziona Putea rispetto a queste tendenze? 

Una delle cose più importanti in questo settore e il continuo cambiamento, la continua evoluzione, le continue scoperte. Devo riconoscere che le nuove generazioni con idee giuste ed ambizioni danno sempre nuova linfa ,non posso quindi definirle tendenze ma cultura, frutto di studio e ricerche. Anche noi abbiamo strizzato l’occhio a questa nuova era di vini sostenibili e naturali. Accompagnati sempre da un’attenta ricerca, cerchiamo di proporre ad appassionati ed esperti una buona e vasta scelta di vini bio e sostenibili”. 

Qual è stata la reazione del pubblico e degli esperti al riconoscimento che avete ricevuto per la vostra carta dei vini? 

Devo ammettere che non mi sarei aspettato tanto affetto, colgo l’occasione per ringraziare in primis la mia famiglia, il mio staff, gli amici e tutti quelli che ci hanno supportato. C’è stata molto curiosità, in questo ultimo periodo abbiamo avuto visite da esperti del settore e questo ci rende molto orgogliosi”. 

Se doveste consigliare un solo vino della vostra carta che rappresenta al meglio l’anima di Putea, quale sarebbe e perché? 

Potrei proporre, risultando scontato, un Brunello e rosso di Montalcino, oggetto della premiazione, capolavori di un territorio che amo. Ma vi racconto un aneddoto, nel 2014, anno di avvio della nostra attività, avevamo poche etichette di vino, tra questi c’era un vino che si chiamava Brigante, sulla retro etichetta oltre alle classiche informazioni c’era una frase che da subito mi colpì e che rappresenta al meglio l’anima che ho cercato di dare a Putea: “Un brigante indomito che rapisce i sensi con la sua intensità e potenza, ma dal cuore delicato ed elegante